Fotografati dalla strumentazione italiana a bordo della sonda NASA Juno sette immensi cicloni che imperversano sulla superficie di Giove.

Sono giganteschi ed in sincrono, ubicati vicino al polo sud del gigante gassoso Giove, fotografati per la prima volta dalla strumentazione italiana Jiram presenti sulla sonda della NASA Juno.



La scoperta della grande tempesta gioviana è avvenuta il 3 novembre 2019, durante il più recente sorvolo di raccolta dati – il 22° – a poco più di 35.000 chilometri dalla superficie di Giove. Il flyby ha anche segnato un’insperata vittoria per il team di controllo, le cui misure innovative hanno salvato la missione da una catastrofe annunciata, portando ad un serendipico lieto fine.

La combinazione di creatività e pensiero analitico ha ripagato ancora una volta la NASA. Ci siamo resi conto che l’orbita avrebbe portato Giunone all’ombra di Giove, il che avrebbe avuto gravi conseguenze all’alimentazione della sonda. Nessuna luce solare significa nessuna energia, quindi c’era un reale rischio che la missione fallisse. Mentre la squadra stava cercando di capire come conservare l’energia e mantenere il nucleo riscaldato gli ingegneri hanno escogitato una via completamente nuova per risolvere il problema: saltare l’ombra di Giove. Non era niente di meno che un colpo di genio di navigazione. Ed ecco, oltre la soglia, abbiamo fatto un’altra scoperta sensazionale. – Scott Bolton, investigatore principale della sonda Juno del Southwest Research Institute di San Antonio

Quando Giunone è arrivato su Giove per la prima volta nel luglio 2016 le sue telecamere a infrarossi e a luce visibile scoprono giganteschi cicloni che circondano i poli del pianeta: nove a nord e sei a sud. Ma si tratta di eventi transitori, come qui sulla Terra, o di gargantuesche tempeste imperiture come la Grande Macchia Rossa? Ad oggi nessuno dei cicloni ha mostrato di diminuire di intensità.

Questa tempesta ciclonica è un evento assolutamente unico nel nostro sistema solare: i suoi futuri studi ci permetteranno di comprendere meglio quali forze si scatenano nell’atmosfera dei giganti gassosi.

Ma non è solo Jiram a portare lustro alle abilità tecnologiche italiane: su Juno è presente oltre al progetto di Leonardo, Agenzia Spaziale Italiana e Istituto Nazionale di Astrofica lo strumento al servizio della radioscienza KaT, realizzato da Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), Università Sapienza di Roma e ASI.

Cicloni di Giove
I colori pastello esaltano gli intensi turbinii tra le nuvole di Giove. Questa immagine, catturata dalla videocamera della missione Juno, JunoCam, mostra la straordinaria struttura interna della tempesta gigante.
NASA, JPL-Caltech, SwRI, MSSS