Home Forum Spiegazione A ROOM e ROOMS creepypasta

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    DalilaDalila
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    Visto che la Bottega ha pubblicato A ROOM e che la storia è bella ma parecchio incasinata, eccovi la spiegazione. Premessa: ci sono spoiler anche sul seguito, quindi se non avete letto ROOMS lasciate perdere, leggetelo e tornate qua che sicuro non avete capito niente.

    Allora, room finisce con John sul lettino, con Herbert che gli dice che presto morirà e la storia per quanto triste e disturbante sembra finire qui. Solo che…

    Solo che inizia poi rooms, il seguito, e le cose si complicano. Parto dal dire che il protagonista è Herbert. Sì proprio lo stesso Herbert, il cattivone del primo.

    Il gioco è semplice: ci sono quattro persone in un labirinto, con un oggetto ciascuna: solo chi riesce a recuperarli tutti e quattro vince. E si salva.

    Nel momento dell’organizzazione non è dato sapere se qualcosa sia andato storto, ci sia stato un errore o addirittura una congiura nei suoi confronti, sta di fatto che Herbert perde totalmente la memoria come il resto dei partecipanti, quando in realtà, essendo lui il creatore del gioco, dovrebbe essere il più avvantaggiato.

    Si può supporre addirittura che D, cioè John, non sia stato drogato per nulla magari per ribaltare i ruoli e far divertire anche gli altri organizzatori del gioco, uno dei quali prenderà il posto di Herbert nelle future edizioni del gioco.

    Spero ricorderete la strana presenza che ossessionava John in ROOM, il fatto che ce ne siano anche in ROOMS e che sia John prima, che Herbert e Anna dopo le abbiano viste, potrebbe far intuire che le presenze sono reali e infestano sia l’edificio del gioco sia quella specie di manicomio protagonista del primo racconto.

    Si può supporre ancora, che esse non siano altro che le anime degli ex partecipanti al gioco decedute ed etrnamente affamate (ripensate bene alla scomparsa di C), si può supporre che esse riconoscano in Herbert il loro carnefice, ed ecco spiegato l’accanimento col quale lo perseguitavano. Herbert si risveglia, non sa niente, riesce a raggiunere C, che gli confida di ricordare meglio (essendo lui il saggio: colui a cui viene data qulche informqzione in più o che è stato operato in modo diverso) e che entrambi fanno parte di questo gioco malato. Herbert in preda ad un raptus lo uccide, cosa che tra l’altra gli aveva appena predetto la sua vittima. Dopo aver incontrato Anna e aver compiuto un altro paio di azioni predette da C, Herbert inizia ad chiedersi se sia B o D, in quanto quelle azioni erano collegate a D secondo C. Herbert comincia anche a domandarsi sulla reale esistnza di un quarto partecipante. La storia si sposta al piano inferiore, Herbert è zoppo e cmq vicino alla morte, dopo aver ucciso anche Anna però ha riunito 3 oggetti su 4, che portrebbero anche essere tutti essendo che non siamo ancora certi dell’esistenza di D. I demoni infestanti lo conducono verso la sua tomba, il contanier, forse preoccupati da una sua possibile vittoria. Anche se si ritrova irrimediabilmente chiuso dentro, John è costretto a raggiungerlo per recuparare coltello, chiave, lucchetto. (Notare la semplicità con cui John e il suo cacciavite montano e smontano il container a piacimento). Il confronto è finalmente giunto, dopo 10 o forse più giorni di torture i due carnefici si incontrano. Herbert alla visione di John inzia a recuperare piccole parti di memoria e giunge a comprendere la mostruosità in cui si è cacciato volontariamente. Nel frattempo Herbert sembra aver sviluppato una forma di bipolarimo, in quanto quello che potrebbe essere il suo inconscio lo reguardisce in continuazione sulle future strategie da mettere in atto. Se leggete proprio le ultime righe la narrazione è divisa:”Voglio andarmene da qua. A qualunque costo.” (qua è tra virgolette perchè il protagonista sta ricordando, è anche in corsivo perchè ciò avviene all’interno della testa di Herbert) No! Così non te ne vai da nessuna parte! Non in questo modo! (questa è la voce dell’inconscio che lo persuade dal suicidio).

    Non si può uccidere un uomo morto.

    (questo è Herbert che capisce che c’è solo una via di fuga)”Ricordi la luce?” (questo è un ricordo … sono parole di C) Si, la luce è la fuori! Vai a prendertela! (inconscio che lo sprona ad andare avanti, a cercare di uccidere John e ad uscire da quel posto) La luce è dentro di me. Lo è sempre stata e lo sarà per sempre. (Herbert che realizza tutto)Che diavolo sai dicendo? Non puoi fare questo a te stesso! No, no, non puoi farci questo! FARE QUESTO A ME! (ultimo lamento dell’io)Non si può uccidere un uomo morto. (qua è sia in corsivo che in grassetto perchè finalemente Herbert è riuscito a controllare il suo inconscio e ad imporre un unica visione e realtà) I ruoli ora si sono ribaltati, resosi conto di tutto Herbert chiede “Sto per morire qui, John?” dunque lascia intendere di voler suicidarsi, anche perchè ora non può più neanche convivere con se stesso, esula John dallo scomodo incarico di ucciderlo e affermando “Sono già morto da un pezzo?” probabilmente (non è dato sapere) si suicida. “Il più grande inganno che io abbia mai fatto è stato farti credere di essere me.” John si congeda così, riconoscendo che l’unica sua furbizia sia stata quella di non dover intrvenire minimamente e invece lasciare che “l’uomo col coltello” facesse tutto da solo, e diciamo che in qusta sua affermazione è un po’ rinchuisa tutta la storia. Il più grande inganno del racconto è stato farvi immedesimare nel protagonista per poi farvi aberrare di averlo fatto. Riconosco cmq l’incompiutezza dell’opera, non è solo colpa del lettore se non è facile la comprensione, ma direi che in un racconto basato appunto sull’inganno non capire il 100% forse è buono e giusto.

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