Una donna si aggira furtiva tra i grigi palazzi di Varsavia, cercando di seminare le guardie che la stanno braccando da giorni. Si chiama Ludwika, ed è una ladra: nasconde infatti tra le vesti il cuore del compositore Fryderyk Chopin.

Gli artisti soffrono di una malcelata malinconia per la terra natia. Sia ben chiaro, si può essere abili pittori, talentuosi scultori e grandi parolieri anche senza sapere cosa ci sia al di là dell’uscio di casa, ma è innegabile che le più grandi opere di tutti i tempi siano state concepite in terra straniera.



H.P. Lovecraft, ad esempio, scrive ed ambienta molte delle sue opere a New York, ma rimase sempre visceralmente legato alla sua città natale. Un amore così grande che lo scrittore vi si identificava e scelse personalmente l’epitaffio Io sono Providence. Oppure come Baden-Powell, fondatore dello scoutismo, sulla cui tomba è vergato un semplice cerchio con un punto al centro: Sono arrivato a casa.

La malinconia di Fryderyk Chopin

Fryderyk Franciszek Chopin, uno dei più grandi geni della musica di tutti i tempi, ha vissuto una vita travagliata che l’ha costretto a sfuggire dall’autocrazia dell’impero zarista per rifugiarsi in Francia, a Parigi. Qui sviluppa alcune delle sue opere più belle, molte delle quali dedicate più o meno velatamente alla Polonia.

Sul letto di morte, divorato da una misteriosa malattia, viene confortato dalla sorella Ludwika Jędrzejewicz. L’autore può dire di aver vissuto una vita tutto sommato soddisfacente, ma con un rimpianto: non essere riuscito a tornare a casa. Chiede così una promessa alla donna: quando arriverà la sua ora dovrà rubare il suo cuore per seppellirlo a Varsavia.

E lei annuisce.

Là sarà anche il tuo cuore

Nel 1849 Chopin lascia le sue spoglie terrene e viene seppellito con tutti gli onori nel Cimitero del Père-Lachaise, a Parigi, che ospita molti altri celebri defunti tra cui Moliere, Oscar Wilde e Jim Morrison.

Sotto lo sguardo della musa della musica Euterpe, che domina la tomba del compositore, Ludwika riusce con la complicità dell’anatomopatologo Jean Cruveilhier a rimuovere e preservare il cuore, riponendolo in un barattolo di cognac. Nonostante le avversità, ed il pericolo incombente delle guardie zariste, la donna giunge a Varsavia, ma non riesce a tumulare degnamente i resti del fratello. Così il cuore passa di mano in mano tra i parenti del defunto, fino alla sua definitiva inumazione sotto un piccolo monumento della Chiesa di Santa Croce a Varsavia, che recita semplicemente: Perché dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.

Tomba Cuore Chopin Varsavia
Monumento che accoglie il cuore di Chopin a Varsavia. Markus Winkler, CC BY-SA 2.0.

Un riposo tutt’altro che sereno

Giunta fortunosamente a casa, la reliquia diviene ben presto un simbolo per i nazionalisti polacchi, nonché una scomoda seccatura per gli invasori nazisti. I soldati del Reich, durante la seconda guerra mondiale, rubano il cuore e lo nascondono in Germania, al fine di infiacchire l’umore degli abitanti di Varsavia depredandoli di un simbolo nazionale. Alla fine del conflitto, per buona pace di Chopin, il cuore viene restituito in pompa magna dalle autorità tedesche.

Passa poco più di mezzo secolo, ed il sonno del compositore viene disturbato nuovamente. Durante un’operazione tenuta in gran segreto, a cui partecipano importanti autorità politiche e scientifiche polacche, il cuore viene riesumato per l’ennesima volta. Si tratta però di un semplice controllo di routine, atto a verificare la solidità e l’integrità del contenitore; vengono scattate migliaia di foto e viene prelevato un campione di tessuto.

Il cuore rivelatore?

La segretezza imposta dalla sensibilità dei polacchi verso una loro reliquia viene sciolta solo diversi mesi dopo. Tuttavia, a parte qualche vaga dichiarazione sul buono stato di conservazione dell’organo, il governo non pubblica né le foto né i risultati dell’esame autoptico.

Il mistero del cuore di Chopin e della sua morte sono ancora racchiusi in un semplice vasetto di cognac.

Chopin Tomba Pere Lachaise Cimitero Parigi

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