Un pianeta rosa c’è, uno fatto di diamanti anche, uno a forma di ciambella forse, ma un pianeta di lava?

L’universo è bello perché è vario

L’universo è grande, molto grande. Ed è naturalmente pieno di ogni bizzarria. Esistono ad esempio pianeti completamente rosa, come GJ 504 b, ma anche completamente costituiti da diamante, come 55 Cancri e (Janssen). Una delle teorie più discusse negli ultimi anni è quella che prevede l’esistenza di pianeti completamente ricoperti di lava. Dibattuta a lungo, ha finalmente avuto una conferma con la scoperta di Kepler-78 b.



Kepler-78 b, il pianeta impossibile

Kepler-78 della costellazione del Cigno è una nana classe G con massa e dimensioni più piccole del nostro Sole (rispettivamente 79% M⊙ e 74% R⊙). Fa parte della sequenza principale ed accoglie nel suo sistema un solo pianeta, Kepler-78 b: precedentemente conosciuto come KIC 8435766 b, è un esopianeta di lava che fisicamente non dovrebbe esistere.

Come faccia la natura a creare pianeti del genere è una domanda ancora senza risposta. – Josh Winn, scopritore di Kepler-78 b

Individuato grazie al telescopio Kepler, il pianeta è divenuto sin da subito un enigma. La sua conformazione rocciosa, internamente in ferro e ricoperta da oceani di lava, non è compatibile con la vicinanza alla stella madre, circa 1,5 milioni di chilometri; non è noto inoltre alcun meccanismo di formazione planetaria che possa giustificare un’ipotetica attrazione da un’altra posizione.

La temperatura superficiale è di oltre 2.700 gradi nella faccia rivolta a Kepler-78; il pianeta è in rotazione sincrona, e non è nota la temperatura della parte in ombra. La rivoluzione è rapidissima, di appena 8 ore e mezza.

Abbiamo ancora – relativamente – poco tempo per svelare il mistero: entro tre miliardi di anni le forze mareali della stella lo consumeranno lentamente sino a sbriciolarlo per sempre.

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