Un mercantile risponde alla richiesta di aiuto di una nave olandese alla deriva. E il messaggio è lapidario: “Sono tutti morti“. Questa è la storia della SS Ourang Medan.

Ourang Medan è una creepypasta pubblicata originariamente su Creepypasta Wiki Polonia che racconta la storia, per alcuni vera per altri palesemente falsa, della nave mercantile olandese Ourang Medan. Il racconto originale, dopo varie pubblicazioni, sembra essere stato raccolto dall’italiano Silvio Scherli sul quotidiano olandese-indonesiano De Locomotief: Samarangsch. Nonostante l’autore dichiari fermamente l’opposto, è altamente probabile che si tratti di un semplice racconto di mare. Se volete leggere la storia di una vera nave fantasma e del mistero della scomparsa del suo equipaggio vi consiglio di dare un’occhiata al triste destino della Mary Celeste, o del mistero della mummia al largo di Barobo.



Ourang Medan Creepypasta Mercantili Mare Merci Container Navigazione

Ourang Medan

Ho deciso di raccontare cosa trovammo quel giorno. Ormai troppe speculazioni sono state fatte sul conto di questa inquietante storia. La tragedia dell’Ourang Medan.

Il mio nome è Jonathan Noah Wyat. Nacqui a Baltimora, Maryland, il 18/09/1930, non lontano dalla baia di Chesapeake. In giovane età decisi di intraprendere la carriera marittima: a quei tempi in molti decidevano di farlo, era un lavoro sicuro che permetteva di portare il pane in tavola in maniera decorosa, ammesso che si riuscisse a tornare a casa sani e salvi.

Il 5 Febbraio del 1948 prestavo servizio a bordo della “Silver Star”. Con i suoi 468 metri di lunghezza, 59 di larghezza e le sue 297.000 tonnellate era una delle navi più importanti della marina mercantile statunitense. Quel giorno ci giunse la richiesta d’aiuto dell’Ourang Medan. Fummo i primi a raggiungerla, ed a salire a bordo. Ma andiamo con ordine.

Avevamo lasciato il porto di Baltimora diretti a Singapore per caricare sete pregiate ed incenso. Transitavamo, trascorse ormai alcune settimane dalla partenza, nello stretto di Malacca, la principale via di comunicazione tra Oceano Pacifico ed Oceano Indiano, quando ci giunse la richiesta d’aiuto di una nave mercantile olandese in difficoltà. Lungo la nostra stessa rotta ci seguiva miglia e miglia lontana la “City of Baltimora”, una nave mercantile se possibile ancora più grande della nostra. Aggiornati del messaggio d’aiuto a bordo della Baltimora avevano deciso di interrompere la traversata in attesa di nostre nuove.

La nave in difficoltà si chiamava “Ourang Medan”.

Il messaggio ci giunse in codice Morse, ed una volta decifrato, ci fece letteralmente gelare il sangue nelle vene. Recitava, testuali parole: “Gli ufficiali, tra cui il capitano della nave, e l’equipaggio tutto, giacciono senza vita in sala nautica e sul ponte… Sono tutti morti”. Muovevamo in direzione dell’Ourang Medan quando giunsero due nuovi messaggi. Il primo si presentava troppo confusionale per essere decifrato mentre il secondo ci investì in tutto il suo macabro sapore: “Anche io sento arrivare il mio momento, aiutatemi!”. Eravamo in vista della nave. Sganciammo una lancia dalla Silver Star e procedemmo all’abbordaggio. Fui scelto fra i membri dell’equipaggio che avrebbero dovuto salire sulla lancia di salvataggio, ed issarsi a bordo della nave olandese. Maledico quel giorno ancora adesso. Dopo vari infruttuosi tentavi salimmo a bordo io e altri due mozzi.

La vista che ci si presentò fu il peggior spettacolo che ognuno di noi avesse mai visto in tutta la propria vita. E vi assicuro che la vita marittima non è proprio tutta rosa e fiori. Tutto era apparentemente in ordine, salvo il fatto che la nave era disseminata di cadaveri, in quelle che sembravano essere posture terrorizzate; le braccia di molti erano rivolte verso l’alto in segno di difesa. Non vi erano evidenti segni di violenza o di lesioni. La maggior parte dei cadaveri sembrava congelata. Le smorfie sui volti dell’equipaggio erano stravolte dall’orrore. In nome di Dio chi, o cosa, poteva aver causato la morte di tutte quelle persone! La carcassa congelata di un cane giaceva in postura ringhiante in direzione di qualcuno, o qualcosa, il pelo ritto sulla groppa, le orecchie tirate all’indietro, la coda tra le gambe. Un giovane salito con noi per poco non svenne e cadde fuori bordo, tanto era stato lo shock rivelatosi ai nostri occhi.

Il mercantile ebbe un possente scossone e l’intera nave iniziò a vibrare. Qualunque fosse stata la causa della morte dell’equipaggio, era chiaro: non ci voleva a bordo. Da sottocoperta una figura di donna ammantata da un sudario, rosso come il sangue, ci bloccò la strada. Un singolo occhio al centro della testa, levò quello che era più simile ad un artiglio che ad una mano, nella nostra direzione. Ci invitava ad avvicinarci. Un altro boato seguì quell’apparizione. Colti improvvisamente dal panico caracollammo giù dall’Ourang Medan e per poco non finimmo in acqua. Mentre fuggivamo da quell’enorme cimitero galleggiante – eravamo in prossimità della Silver Star – la nave olandese esplose. Di lì a qualche ora il relitto del mercantile affondò inghiottito dai flutti.

Sono trascorsi ormai dieci anni da quell’episodio. Molti hanno ipotizzato, giurato, creduto di conoscere la verità. Si dice che la nave stesse trasportando sostanze chimiche stoccate male, o che il vero carico in realtà fosse un misterioso manufatto occulto. O che addirittura non sia mai esistita, relegando l’Ourang Medan nella cerchia delle storie raccontate da marinai con poco senno e molta fantasia. Ma io c’ero. E posso dirvi che l’Ourang Medan è realmente esistita.

Ancora oggi nelle traversate notturne, quando il mare ribolle ed il vento sferza con possenti artigliate lo scafo della nave, tanto forte da poter distintamente udire la chiglia scricchiolare sotto gli impietosi colpi della tempesta, talvolta mi sembra di scorgere in lontananza un grande mercantile battente bandiera olandese. Sul ponte di questa nave, facendo molta attenzione e socchiudendo gli occhi per mettere bene a fuoco, mi sembra di scorgere una rossa figura che mi invita ad avvicinarmi. Mi invita ad unirmi all’equipaggio della nave fantasma. Forse è solo un’illusione, o forse è davvero l’Ourang Medan tornata indietro dagli abissi per terminare il reclutamento del proprio equipaggio.

Ourang Medan Creepypasta Shanghai Traghetto Navi Mercantili