Una ragazza sparisce nel nulla, ed il suo destino sembra racchiuso in una grottesca foto chiamata “teeth.jpg“.

Teeth.jpg è una creepypasta pubblicata su Creepypasta Wiki, che narra della sparizione di Lilly: il colpevole sembra uno dei suoi coinquilini del college, ma la verità è più spaventosa di quanto si possa immaginare.



Buona lettura!

Denti Bocca Lingua Labbra Carino Testa Sweet

Teeth.jpg

Non mi sono mai andate a genio le ragazze della mia città. Erano tutte un po’ troppo rude e noiose. Vedete, sono cresciuto in una piccola città dove le persone interessate all’arte come me si contavano sulle dita di una mano, così alla fine me ne sono andato da casa e mi sono trovato iscritto ad un College d’Arte. L’unica vera ragione per cui sono qui è perché ho sempre sognato di diventare un illustratore, magari di libri per bambini. Sono appassionato da sempre di libri per bambini e grandi classici, come il ciclo di Artù, Così quando sono finito al college, ci sono rimasto un po’ male quando ho capito che tutti qui si definiscono “artisti”. Non so se mi spiego. Quelli che impiastricciano vernice su una tela e sostengono che sia arte. Non sono un esperto, ma di certo quella non è arte.

Nonostante tutto mi sono trovato subito bene. Condividevo un dormitorio con altri studenti: c’eravamo io, un designer di nome Josh, un’animatrice di nome Lilly e poi un altro tizio, Daniel. Daniel era uno di quegli “artisti” di cui vi parlavo poc’anzi. La sua stanza era decorata con fotografie di donne distorte e teneva sempre la musica a palla. Roba da anni ’60. Gli piaceva anche un sacco fumare e la sua stanza puzzava sempre come un vecchio posacenere. Era anche un po’ volgare, ma tutto sommato non era male e sapeva il fatto suo. Siamo diventati subito tutti amici.

Eravamo appena tornati dalla pausa estiva. Mentre disfacevamo le nostre cose abbiamo cominciato a parlare di come avevamo passato le vacanze.

“Sono andato in escursione con il mio patrigno in un campo estivo” rispose Josh.

“Ho trascorso la maggior parte del tempo con la mia ragazza, guardando film e cazzeggiando” replicò Lilly. Si era lamentata spesso di come le mancasse la ragazza, ed eravamo tutti contenti che avessero passato un po’ di tempo insieme. Io non avevo fatto niente di particolare. Solite cose, ho perso un po’ di tempo in giro e viaggiato con la mia famiglia. Niente di veramente speciale. Ero sul punto di parlare quando venni interrotto.

“Ho trascorso tutta l’estate dal dentista” disse Daniel. “Mio padre è un dottore, così ogni tanto resto con lui in ospedale. Il mio ambulatorio preferito è quello del dentista, figuratevi che ho anche toccato dei denti veri. È stata una figata.” Noi tutti lo fissavamo un po’ perplessi. Possibile che lasciassero andare in giro per l’ospedale dei perfetti sconosciuti? Per non parlare del fargli usare la strumentazione? Non ne eravamo molto convinti. Ma Daniel era il tipo di persona pronto a fare cose assurde. Aveva fama di cacciarsi nei guai spesso e volentieri per “il bene dell’arte”. Ogni volta la stessa scusa.

I successivi due giorni siamo stati tutti molto indaffarati. Io naturalmente ho dovuto studiare un paio di illustratori per capirne e copiarne gli stili, Josh si è comprato un Mac per impratichirsi con la grafica, e Lilly si è messa d’impegno con la claymation. La sera ci siamo ritrovati tutti insieme al dormitorio, ed il clima era sereno spensierato. Beh, almeno finché Daniel non ha cominciato a insultarci. Non era mai stato più lo stesso da quando era tornato dalla pausa estiva. Sembrava più freddo e distante. Abbiamo pensato che gli fosse accaduto qualcosa durante le vacanze, così abbiamo lasciato perdere. Non ci spiegò neanche in che cosa consisteva il suo progetto; in effetti non ci spiegò proprio un bel niente. Daniel è sempre stato un tipo schivo, ma mai fino a quel punto. La sera solitamente mangiava qualcosa al volo e si barricava in camera con la musica a palla, e non lo rivedevi più fino al mattino dopo. Noialtri uscivamo spesso, chi al bowling e chi per locali. Daniel ogni tanto si aggregava, ma da un po’ di tempo preferiva starsene da solo.

Una notte io e Josh avevamo deciso di tirare tardi. Lilly non volle venire, era preoccupata delle condizioni di Daniel: era qualche giorno che si era rintanato in camera e non ne era ancora uscito. Non replicammo e ci preparammo ad uscire. Lilly aveva passato buona parte della serata bussando alla sua porta e cercando di convincerlo a parlare con lei. Poco prima di uscire intravedemmo la porta aprirsi e Lilly entrò prima che fosse nuovamente chiusa a chiave. Scrollammo le spalle. Siamo andati a vedere un film e poi a bere qualcosa, niente di particolarmente forte. È stato divertente, ma non siamo tornati a casa fino alle 2:00. A casa Josh ha avuto solo il tempo di augurarmi la buonanotte, ed è crollato nel letto. Io invece aveva una fame dannata. Bere mi ha sempre fatto venire fame, quindi ho fatto irruzione nel frigorifero e ho trovato della pizza fredda della sera prima. Stavo per tornare nella mia stanza quando ho realizzato qualcosa che non avevo notato prima. Daniel non era nella sua stanza e Lilly non era nella sua.

Qualcosa non quadrava, ero ormai abituato a Daniel tumulato in camera e Lilly non usciva mai senza avvertirci, anche solo con un messaggio. Mi avvicinai alla sua porta e bussai; la porta si aprì appena. Non era chiusa a chiave. Pensai che fossero usciti con alcuni amici di poncy art, ma non era da Daniel lasciare la porta aperta. Sono sempre stato un maledetto ficcanaso, così sono entrato. Mancavano le chiavi e la giacca, ma il portafoglio era sulla scrivania. Altra cosa strana, aveva lasciato il portatile accesso, sul letto. Lo schermo era ancora illuminato. La curiosità ebbe la meglio. Poteva essere la mia occasione per scoprire il fantomatico progetto artistico che stava nascondendo così bene a tutti. Voglio dire, Daniel era un vero “artista”, quindi avrebbe potuto essere qualsiasi cosa. Ho notato che aveva una penna USB collegata e due file sullo schermo. Uno è stato chiamato: “Dentist Photos” – Foto del dentista – e l’altro file era un’immagine denominata “teeth.jpg” – denti.jpg. Ho cliccato sul file “Foto del dentista” e c’erano solo foto di denti di persone e modelli di denti di plastica. Niente di interessante. Ho chiuso tuto e ho deciso di dare un’occhiata a “teeth.jpg”.

L’immagine sarebbe stata stampata per sempre nel mio cervello. Mi ha spaventato così tanto che ho chiuso il laptop con forza, tremando mentre mi allontanavo inorridito. Non ero sicuro di voler sollevare di nuovo lo schermo, ma di contro Daniel avrebbe scoperto che avevo toccato il suo portatile. Sollevai di nuovo lo schermo, fissando l’immagine per un breve istante. Ho quindi preso una decisione. Avevo bisogno di mostrarlo a Josh e Lilly. Era un casino. Voglio dire, sapevo che Daniel era un tipo artistico ma questo era semplicemente da pazzi. Sono scappato in camera ha cercare la mia pennetta USB. Alla fine l’ho trovata e sono tornato sul portatile di Daniel, dove ho copiato l’immagine. Fissai l’immagine ancora per qualche secondo. Cercavo di convincermi che fosse un semplicemente photoshoppata, ma c’era qualcosa di tremendamente sbagliato. Forse erano gli occhi neri e senz’anima, o il fatto che chiunque o qualunque cosa fosse quella creatura, stava tirando su la bocca in modo strano e inquietante. Sembrava quasi forzato. Era evidente che fosse costretto a farlo. Mi sono scrollato di dosso il pensiero e ho sistemato il laptop in modo che non sembrasse manomesso prima di tornare nella mia stanza. Ben presto ho sentito la nostra porta d’ingresso aprirsi, poi il suono dipassi, poi la chiusura della porta della camera di Daniel. Daniel era tornato a casa… Ma non Lilly.

Teeth.jpg Creepypasta

L’indomani attesi che Daniel andasse ai corsi, e dato che era venerdì sia io che Josh non dovevamo seguire. Decisi che ora sarebbe stato un buon momento per mostrare a Josh l’immagine. Gli chiesi se voleva vedere cosa Daniel ci nascondeva, e confusamente ma anche avidamente disse di sì. Ho portato il mio laptop in salotto, ho caricato la mia USB e ho aperto l’immagine. Josh scoppiò.

“Che… che diavolo è quella cosa?!” Potrei dire solo dalla sua reazione che entrambi stavamo pensando la stessa cosa. Non era un’immagine di un progetto artistico. Non è possibile che questo passi come un pezzo d’arte, vero? Voglio dire, a volte l’arte può essere inquietante, ma non riesco a immaginare che i suoi insegnanti apprezzerebbero un’immagine così inquietante e disgustosa.

“So che Daniel può essere un inquietante figlio di… ma… dai, amico, qui è palese che c’è qualcosa che non va. Dobbiamo mostrare a Lilly quest-” Ci bloccammo entrambi, confusi. Dov’era Lilly? Mi resi conto che non era tornata con Daniel ieri sera e nessuno di noi l’aveva vista ancora vista. Quando spiegai a Josh cosa avevo fatto la sera prima, ha iniziato a preoccuparsi. Lilly non è mai stata il tipo da sgattaiolare via e non dirlo a nessuno. Presi il telefono e la contattai al cellulare. Silenzio. Poi, un flebile ronzio. Josh si alzò e andò nella stanza di Lilly piuttosto rapidamente (non era mai stato uno di quelli che entravano nelle stanze delle ragazze) e tornò fuori con il telefono di Lilly in mano ed un’espressione preoccupata sul viso. Lilly era sparita e non avevamo modo di sapere dove.

“F… forse è andata a lezione e ha dimenticato il telefono” balbettai. Josh scosse la testa, mordendosi il labbro dal nervoso.

“No, Lilly non ha lezioni di venerdì, ricordi? E poi sarebbe uscita senza neanche salutare? E senza cellulare poi: lo sai benissimo che non riesce a stare cinque minuti senza messaggiare con la fidanzata.” Aveva ragione. La vita di Lilly ruotava attorno al suo telefono, quindi era palese che non l’avesse semplicemente dimenticato. All’improvviso il cellulare si accese. Qualcuno la stava chiamando. Entrambi guardammo il telefono e poi di nuovo l’un l’altro, prima che Josh me lo passasse. Lo avvicinai tremate all’orecchio, e risposi. “Pronto?”

All’altra estremità della linea c’era la fidanzata. Ho riconosciuto subito la sua voce roca. “Ah! Lilly eccoti. Grazie a Dio stai bene… È da ieri sera che non mi rispondi, cominciavo a preoccuparmi!”

Le dissi che non ero Lilly, e si arrabbiò. Respirava abbastanza forte e sentivo chiaramente che tirava su col naso; stava piangendo. Mi sentivo così male per lei, ma forse poteva essere la mia occasione per scoprire tutto quello che potevo su Lilly.

“D… Dov’è Lilly? Non mi parla da ieri sera. Pensavo stesse solo scherzando, ma ora, non saprei.” Ho guardato Josh con sguardo confuso mentre questi iniziava a camminare avanti ed indietro. Ho messo il telefono in vivavoce e le ho chiesto: “Perché pensi che Lilly ti stia facendo uno scherzo? Ha detto qualcosa di strano?”

“Sì”, rispose la sua ragazza. “Mi ha mandato un messaggio intorno all’una e mezza del mattino.”

Ho guardato Josh sconcertato prima di chiedere di nuovo. “Cosa diceva il messaggio?”

“Aiutami.”

Fissai Josh con occhi spalancati e preoccupati. Lilly non farebbe mai uno scherzo del genere, figuriamoci alla sua ragazza. Ci diceva sempre quanto fosse preoccupata che diventasse paranoica, quindi sapevamo che non avrebbe inviato un messaggio del genere se non avesse avuto un reale motivo. La discussione con la fidanzata non andava a parare da nessuna parte, così tagliai corto e le disse che sapevamo esattamente dove fosse Lilly e che l’avremmo fatta richiamare quella sera stessa. Non sembrava essersela bevuta, ma annuì lo stesso e mise giù il telefono. Io e Josh eravamo perplessi. Perché Lilly aveva inviato un messaggio del genere?

Continuammo a pensare per un po’ e decidemmo di saltare le lezioni finché non avessimo trovato Lilly. Ragionammo per un bel po’, alla ricerca di qualche indizio, e alla fine Josh stilò una sorta di lista di quello che poteva esserci utile.

“Allora, Lilly entra nella stanza di Daniel intorno alle 22:00. La porta viene chiusa a chiave. Poi, noi torniamo a casa verso le 2:00. Durante quel periodo, all’1: 30 scopriamo che Lilly invia un messaggio alla sua ragazza, “Aiutami.” Tu scopri che né Lilly né Daniel sono a casa. La porta di Daniel è aperta e il suo laptop è ancora acceso. Trovi l’immagine e poi te ne vai. Sei tornato nella tua stanza e hai sentito Daniel tornare a casa ma non Lilly. Ora Lilly non c’è e… cosa diavolo può significare?” Ci ho riflettuto per un po’ e poi sono giunto a una conclusione. Non ne era contento, ma sembrava l’unica conclusione logica: “Daniel ha fatto qualcosa a Lilly. Dobbiamo confrontarci con lui stasera se Lilly intanto non è tornata. Sei d’accordo?” Josh sembrava scioccato, ma accettò. Daniel era la nostra unica possibilità di scoprire cosa è successo a Lilly.

La sera Lilly non era ancora tornata. Sapevamo che la sua ragazza avrebbe telefonato presto, quindi abbiamo deciso di spegnere il telefono. Non volevamo provare a rassicurarla con false informazioni. Daniel tornò a casa verso le 18:00. Sembrava sinceramente sorpreso di vederci entrambi in piedi nel soggiorno e posò con calma la cartella sul divano, mentre entrambi ci alzavamo. Josh gli parlò e potrei dire che stava cercando di mantenere la calma.

“Daniel, vorremmo parlare… di Lilly.” Gli occhi di Daniel sembravano allargarsi leggermente, ma non ci feci caso. Inclinò la testa verso di noi, confuso ci chiese “Perché? C’è… qualcosa che non va?” Scossi la testa. Non volevo che pensasse che lo stessimo accusando di qualcosa. Non avremmo avuto risposte seguendo il nostro istinto, era una situazione da prendere alla larga. Daniel sembrava esausto, distoglieva lo sguardo mentre si grattava il polso sotto il maglione grigio. “Allora, cosa c’è che non va? Sta bene? Voglio dire, lo so che ha lasciato il cellulare qui, quindi non possiamo contattarla, ma…” Non dicemmo nulla. In realtà non sapevamo cosa dire. C’era modo di metterlo alle strette senza accusarlo?

Pesai bene le parole.

“Come fai a sapere che ha lasciato il telefono a casa?”

Gli occhi di Josh si illuminarono, era chiaro che Daniel aveva a che fare con la sua sparizione.

Daniel non rispose. Rimase in silenzio per un po’ prima di spingerci via ed entrare nella stanza. Chiuse la porta a chiave. Ci avvicinammo alla porta, colpendola duramente, e lui sbottò. “Lasciatemi in pace! Ho del lavoro da fare! Sono sicuro che Lilly tornerà presto! Smettetela di essere così paranoici!”

Non sapevamo cosa fare. Daniel chiaramente sapeva molto più di quanto avesse lasciato intendere, ma non c’era modo di estorcergli niente. Tornammo nel soggiorno e ci accasciammo di nuovo. Mi passai una mano tra i capelli. Cosa diavolo stava succedendo? Notai però che Daniel aveva lasciato le borse sul divano. Doveva essere troppo agitato e se ne era dimenticato. Gettai un occhio alla porta di Daniel, si sarebbe accorto presto dell’errore.

In un momento di follia, presi la cartella e ne svuotai il contenuto sul tavolino. Vidi gli occhi di Josh spalancarsi prima che mi sussurrasse freneticamente. “C-cosa diavolo stai facendo? E se ti vedesse?!” Non mi importava. Avevo bisogno di sapere tutto quello che potevo su Lilly. Non era solo una coinquilina, ma anche una migliore amica. Non potevo abbandonarla al suo destino, quale che fosse. Tra le varie carte c’era un biglietto. L’ho accartocciato e me lo sono messo in tasca, poi ho trovato una borsa portadocumenti, chiusa da una zip. Lo lancia a Josh e gli ordinai di nasconderla. Lui obbedì e si dileguò nella sua stanza. Rigettai tutto il resto nella borsa di Daniel e la rimisi al suo posto. Quindi mi alzai e tornai da Josh.

Come previsto Daniel uscì poco dalla stanza e riprese possesso delle sue cose. Josh recuperò il portadocumenti da sotto il cuscino mentre entrambi ci sedevamo sul letto. Eravamo atterriti, fissavamo le grandi lettere sulla copertina.

“Denti”

Avevo i brividi lungo la schiena. Sapevo che qualsiasi cosa fosse era collegata all’immagine sul computer. Ma non era esattamente quello che immaginavo.

Teeth.jpg Creepypasta Floor

Era una serie di fotografie. La prima era un’immagine di una specie di stanza abbandonata. Le pareti erano ricoperte da una vecchia carta da parati floreale e il pavimento era solo legno umido. Sembrava abbandonato da anni. Le foto successive erano solo immagini di strumenti, di plastica e non. Erano tutti strumenti legati all’odontoiatria. Roba tipo aghi e trapani. Era già tutto inquietante di per sé, ma fu il resto delle foto a lasciarci senza parole.

In tutte c’era Lilly sorridente.

Abbiamo sfogliato ogni singola foto di Lilly e in ognuna mostrava il suo grande sorriso a trentadue denti. Un sorriso così dolce; una delle sue caratteristiche peculiari era il suo grande dente anteriore. L’unico rimastole. L’abbiamo sempre trovato carino… ma non in quel momento. Sul retro delle fotografie c’erano delle etichette e ogni dente di ogni foto era contrassegnato. Le note dicevano “rimuovi” o “sostituisci”. Josh stava male, io ero terrorizzato. Parlare delle foto con Daniel sarebbe stato inutile. Rimanemmo seduti in silenzio per molto tempo, fissando le immagini increduli. Poi mi ricordai del biglietto che avevo trovato e messo in tasca. Lo presi tremante e lessi.

Biglietto di gruppo: 2

Luogo: Station Road

Ora e data: 23:34, 28/09/2011

Ci fissavamo con occhi sbarrati. Era la sera prima. Ora sapevamo esattamente cosa dovevamo fare. Trovare Lilly. Daniel non si è visto per il resto della sera e Josh è diventato paranoico. Mi chiese se poteva dormire con me nella mia stanza, era un po’ imbarazzante non seppi dirgli di no. Voglio dire, era spaventato a morte. Josh alla fine si addormentò, e io passai la notte in bianco a decidere sul da farsi. Mandai nottetempo alla segreteria studenti una mail per giustificare l’assenza dalle lezioni per un non meglio identificato malore e cercai un modo per arrivare a Station Road. Era solo a poco più di un’ora di auto. Potevamo andarci con la macchina di Josh, magari lì avremmo capito un po’ di più di cosa era successo tra Daniel e Lilly.

L’immagine di teeth.jpg mi perseguitò sino al mattino. Un pensiero orribile si insinuò nella mia mente. Non volevo pensarci, ma era comunque un’eventualità da tenere in considerazione. La persona nella foto era davvero Lilly? Ogni volta che ci pensavo cercavo di scacciare via quell’incubo, dicendomi che ero solo paranoico… inutile. I tempi, le fotografie… sembrava coincidere tutto. Non volevo crederci, e sicuramente non lo avrei fatto fino a quando non avremmo ritrovato Lilly.

La mattina dopo io e Josh ci alzammo alle 6:00. Volevamo essere fuori dal dormitorio prima che Daniel si fosse svegliato e chiudemmo a chiave le nostre stanze. Abbiamo anche deciso di portare con noi il telefono di Lilly. Non volevamo lasciarci nulla alle spalle per indicare che eravamo sospettosi. Lasciammo il dormitorio e salimmo nella macchina di Josh. Avevo portato una lunga borsa piena di cose: le fotografie, una torcia a led, una macchina fotografica ed un blocco note con una penna. Ci siamo così diretti verso Station Road, con il GPS.

Quando siamo arrivati ​​lì, abbiamo scoperto che eravamo in una zona piuttosto abbandonata della città. Il posto era praticamente deserto. Tutto ciò che potemmo vedere furono alti edifici fatiscenti e piccole case vuote. Tirammo fuori la foto della stanza e iniziammo a camminare verso ogni piccola casa. Premevamo i volti sul vetro per vedere se potevamo ritrovare la stessa carta da parati floreale che c’era nella fotografia. L’abbiamo fatto per ore. Niente. Eravamo furiosi. Volevamo solo riavere Lilly. Josh si arrabbiò così tanto che si avvicinò a una delle pareti della casa, calciandola duramente mentre urlava a pieni polmoni. “Daniel, maledetto bastardo malato!”

Con l’ultimo calcio notammo che il muro si era crepato, rivelando una strana carta floreale. Come quella della foto. Josh abbassò lo sguardo e si rese conto di aver strappato quello che sembrava un pezzo di carta dipinta. Strappando dal muro altra carta ci rendemmo conto di aver portato alla luce un accesso ad un seminterrato. Le porte erano rustiche e graffiate, ma notammo che la maniglia metallica era pulita… come se fosse stata manomessa. Josh mi guardò alle spalle e io gli feci un cenno; scattai una foto del luogo. Josh tirò un calcio alle porte, che si schiantarono sotto il suo peso: erano fissate da una semplice trave di legno. Aprimmo le porte con cautela. Qualsiasi cosa ci fosse lì dentro, era stato ben nascosto per un motivo.

Teeth.jpg Creepypasta Floor Underground

Se solo avessimo saputo cosa stava per succedere, forse avremmo evitato di vomitare.

Un odore rancido permeava l’aria. Non capivamo cosa potesse essere, ma era nauseabondo. Josh tossì e si coprì il naso con un lembo della camicia. Inghiottii un rigurgito. Tirai fuori la torcia ed illuminai la stanza di pietra, nera come la pece. Camminavamo nel silenzio assoluto. Più ci addentravamo più l’odore diventava insopportabile. Josh vomitò. Si ricompose e riprendemmo. Scrutavo nell’oscurità quando il cuore mi saltò un battito e la torcia mi sfuggì dalle mani.

Era il maglione lavorato a maglia di Lilly. Era il maglione che indossava sempre quando uscivamo per una pizza o per andare a giocare a bowling, era lo stesso maglione grigio con gli stessi piccoli fili strappati sulle maniche che spesso masticava. Potevo vedere Josh con la coda dell’occhio; era atterrito quanto me. Raccolsi lentamente il maglione, lo sollevai e notai che c’era una grossa e spessa macchia di sangue che lo inzuppava completamente. Cominciava dal colletto e si trasformava poco a poco in un leggero rivolo.

Ora ero io a vomitare. Non sapevo cosa fare. Non sapevo nemmeno cosa pensare. Mi ripresi subito, nascondendo il maglione nella borsa. Avevo gli occhi arrossati dalle lacrime. All’improvviso il rumore di un interruttore dietro di me preannunziò una luce rossa, che avvolse l’intera stanza.

Josh cacciò un urlo disumano. Il mio stomaco era a pezzi, mi voltai e capii il perché del suo grido. La sua schiena torreggiava su un grande tavolo nero, immobile. Potevo solo immaginare quello che stava guardando, e sperai con tutto il cuore che fosse davvero solo frutto dei miei pensieri.

Mi avvicinai al suo fianco, e guardai.

Era Lilly. Era legata su un tavolo, non indossava altro che i jeans. Il suo corpo era coperto da spessi strati di nastro isolante. Un braccio penzolava da un lato; l’altro non c’era. O meglio, c’era solo un moncone, stretto alla base da un filo annodato. Non riuscivo quasi a respirare, avevo lo stomaco a pezzi e non facevo altro che fissare la scena. Alzai lo sguardo verso il viso di Lilly. La sua testa era stata forzata all’indietro e potevamo vedere che i suoi innocenti occhi blu erano stati violentemente strappati via; in sostituzione c’era una spessa cera nera che riempiva le orbite vuote. Il naso era rotto, in molti punti, ma la parte peggiore era la bocca.

La mascella era stata forzata ad aprirsi e potevamo vedere che anche la sua bocca era stata riempita con la stessa cera nera. I denti erano stati strappati via. La bocca era aperta in un grottesco sorriso, e le guance erano state asportate per consentire un più facile accesso. Sangue coagulato le incorniciava il volto. Su una delle guance era stata cucita una delle sue mani. La carne era lacerata e cadeva a pezzi sotto le unghie, che erano screpolate e scheggiate; tenute insieme da graffette e fili. La luce fluorescente rossa creava ombre orribili e metteva in risalto ogni aspetto grottesco del suo viso.

Ho silenziosamente richiamato alla memoria l’immagine di “teeth.jpg” e l’ho fissata, poi tornai a fissare Lilly. Era lei. Josh portò una mano tremante sulla guancia di Lilly; prima di crollare al lato del tavolo. Lo sentivo singhiozzare orribilmente, infine svenne. Anch’io mi sentivo sull’orlo del collasso, ma qualcosa attirò la mia attenzione.

Potevo sentire la presenza di qualcun altro entrare nella stanza… e sapevo benissimo di chi si trattava. Le porte si richiusero, e la tavola di legno che le fissava venne rimesso al suo posto. Sentivo il suono dei passi. Li sentii avvicinarsi sempre di più, finché non fu dietro di me. Sapevo che era lì e sapevo che non c’era via d’uscita. La sua voce flebile bisbigliò:

“Mi dispiace che tu l’abbia scoperto in questo modo … ma va bene. È per il bene dell’arte.”

Ma non è stato quello che mi ha fatto crollare. Ero ancora abbastanza lucido da capire che il mio destino era segnato, ma appena smise di parlare un altro suono, appena impercettibile, mi fece saltare un battito; le lacrime scendevano copiose lungo le mie guance ormai insensibili, mentre le mie mani scivolavano inermi dal tavolo.

Era Lilly, respirava.